L’ecografia mammaria è un esame diagnostico fondamentale, ma il suo utilizzo deve essere mirato per garantire percorsi di cura efficaci ed evitare esami superflui.
Le nuove Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale (https://www.iss.it/-/rbpca-00140), approvate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), fanno chiarezza su questo tema. Il documento è stato coordinato dalla SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica) e dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e ci fa piacere sottolineare come il panel di esperti nazionali vede la presenza della nostra Dott.ssa Francesca Caumo, Direttore della Radiologia Senologica e Responsabile della Breast Unit dell’Ospedale P. Pederzoli.
Cosa dicono le linee guida?
- Quando È RACCOMANDATA: Come completamento in caso di reperti dubbi alla mammografia e come esame di primo livello nei sintomi clinici rilevanti (specialmente nelle donne sotto i 40 anni, in gravidanza o in allattamento).
- Quando NON È RACCOMANDATA: Come screening routinario in sostituzione della mammografia nelle donne asintomatiche. Un uso indiscriminato genera ansia ingiustificata, falsi positivi e approfondimenti invasivi non necessari, oltre ad allungare le liste di attesa.
Il valore della prescrizione corretta
Le linee guida sottolineano l’importanza di una prescrizione medica con un quesito clinico chiaro e della valutazione del profilo di rischio. In questo contesto, il medico radiologo ha un ruolo centrale nel verificare l’appropriatezza dell’esame.
Presso la Breast Unit dell’Ospedale P. Pederzoli, la Dott.ssa Caumo e la sua équipe lavorano ogni giorno per offrire a ciascuna donna un percorso di prevenzione sicuro, efficace e personalizzato.
La prevenzione è preziosa: facciamola nel modo giusto. Parlane con il tuo medico.

