presenta un parametro che riflette non solo la competenza clinica, ma soprattutto l'efficienza delle reti tempo-dipendenti, dove l'integrazione tra territorio e ospedale è vitale. Ebbene, i dati dimostrano che l'impegno di questi ultimi anni dell’Ospedale Pederzoli per raggiungere i migliori risultati di cura, investendo nell’ottimizzazione dei processi per garantire risposte rapide e protocolli terapeutici all'avanguardia, ha dato i suoi frutti. Infatti, mentre la media nazionale della mortalità a 30 giorni per ictus si attesta intorno al 9% e la Regione Veneto si conferma in una fascia virtuosa con circa il 6%, l’Ospedale Pederzoli registra un dato pari al 5,28%. Intervista alla Dott.ssa Sarah Ottaviani - Focus sui dati PNE Agenas LINK Il monitoraggio costante della qualità assistenziale rappresenta oggi un requisito essenziale per il miglioramento dei servizi sanitari. In questo contesto, il Programma Nazionale Esiti (PNE), gestito da Agenas per conto del Ministero della Salute, svolge un ruolo cruciale: attraverso l'analisi di indicatori clinici ed organizzativi, il PNE permette di valutare l’efficacia delle cure erogate dalle strutture ospedaliere italiane. Tra gli indicatori più sensibili presi in considerazione dall'Agenzia, ci sono anche quelli dedicati all'area cerebrovascolare. Tra questi, quello che monitora la mortalità a 30 giorni per l'ictus ischemico rappresen Area Cerebrovascolare: mortalità a 30 giorni pari a 5,28% contro il 9% a livello nazionale PNE Agenas - Area Cerebrovascolare ECCELLENZA E TEMPESTIVITÀ NELLA CURA DELL’ICTUS: I RISULTATI DELL’OSPEDALE PEDERZOLI DOTT.SSA SARAH OTTAVIANI Direttrice dell’Unità di Neurologia 53 Ospedale P. Pederzoli Presidio Ospedaliero Azienda ULSS 9 Scaligera
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